Chi sono…

Sono Ludovica Toppi, una ragazza di Roma. Provengo da una famiglia di artisti, pittori, scultori e modelle di Anticoli Corrado, un piccolo paesino vicino la Capitale.
Anticoli Corrado, un paesino poco distante da Roma, è stata una tappa obbligatoria per quasi tutti gli artisti italiani e stranieri tra la fine dell'Ottocento e soprattutto nel Novecento. Particolarmente curiosa e ricca di personaggi è la storia delle sei sorelle Toppi (sorelle degli artisti anticolani Mario e Carlo), che sposarono : Natalina lo scultore Attilio Selva, Candida ed Augusta furono la prima e la seconda moglie del pittore Pietro Gaudenzi, Alberta sposa Aldo Zauli, Margherita andò in sposa allo scultore svizzero Paul Osswald divenendo pittrice lei stessa, Angelina diventò moglie dello scultore ravennate Domenico Ponzi. Veniva chiamato "il paese delle modelle", tanto era particolare la bellezza delle sue donne. Quel fascino selvaggio, evocativo di una bellezza esotica che si dice derivasse dalle origini saracene della popolazione, le rese interessantissime per pittori e scultori.
Le opere e le trame
Le opere esposte, oltre alla raffigurazione della bellezza in sé, celano storie che questa mostra ha ricostruito pazientemente e rivelato per la prima volta.
E' il caso di Lina Ciucci, la giovane donna ritratta di profilo in un disegno appena abbozzato da Adolfo de Carolis, che diventerà suo marito. Sua sorella era Pierina Ciucci, anche lei presente in mostra ritratta sia da giovane, da Attilio Selva (Ritratto della Principessa Brancaccio, 1919 ca.), sia da signora matura nel busto di Lidia Franchetti (Ritratto della Marchesa Pierina Navarra-Viggini, 1941 ca.)
Non possiamo riconoscerla dal nome perché la modella del piccolo paese divenne prima principessa, sposando il principe Carlo Brancaccio e, dopo la di lui morte, marchesa, sposando Franco Navarra-Viggiani.
Le più famose modelle di Anticoli erano però le sorelle Toppi, una delle quali, Natalina, sposò proprio lo scultore Selva. Il suo volto è presente in mostra in un ritratto scultoreo del marito (Mia moglie, Natalina 1921), che la ritrae in un'espressione di enigmatica compostezza.
E' Angelina Toppi però la più ammirata: è la donna del dipinto dell'artista ceco Oskar Bràzda (Angelina Toppi, 1921), esposto qui per la prima volta, un ritratto di prorompente vivacità cromatica in cui la donna, dai forti lineamenti mediterranei, posa avvolta da uno scialle esotico con fiori e pappagalli che è già tutto decò. La stessa Angelina sposerà poi un artista, lo scultore Domenico Ponzi e diventerà la sua musa. In mostra appare ancora nel busto Ritratto della moglie di Ponzi, dove la donna assume la gravità di una matrona romana.
Più triste è la storia dell'altra sorella Candida Toppi, angelica già dal nome, che sposò il pittore Pietro Gaudenzi. Divenne la sua musa e rimase tale anche dopo la sua morte, avvenuta prematuramente 10 anni dopo il loro matrimonio. Gaudenzi la trasformerà in immagine devozionale, il suo viso assorto e malinconico non è più di questo mondo, lo sguardo è oltre (intenso il pastello a sfondo nero Ritratto di Candida Toppi, 1912). I suoi lineamenti, che si possono vedere benissimo anche in molte fotografie, ricordano lontanamente Jane Burden, la musa di Rossetti, con quei capelli neri, i tratti decisi e lo sguardo un po' triste. Candida è presente in mostra ritratta dal marito mentre tiene in braccio suo figlio. Gaudenzi chiamerà questa tela Il quadro interrotto (1920) perché rimase incompiuto a causa della morte di Candida, vi aggiungerà più tardi un'aureola e lo incastonerà in una cornice dorata con sportelli, trasformandolo in un'icona votiva. L'incompiuto dona all'immagine tutta l'inconsistenza dello spirito e mi ricorda per delicatezza un'altra maternità incompiuta per morte, quella di Ford Madox Brown ('Take your Son, Sir', 1851-92). Quasi a voler congelare l'immagine della moglie in una icona sacra, intraprenderà altre ricerche artistiche, fatte di una pittura più solida come possiamo vedere nell'altra sua opera in mostra Maternità. Sposerà infatti sua cognata, ovvero Augusta, che diventerà per lui la musa di questa nuova pittura.
Tutte le sorelle Toppi, tranne una, hanno sposato artisti: Alberta, il pittore Aldo Zauli e presente in mostra con il busto ad opera del cognato Selva (Ritratto di Alberta, 1919) e Margherita, che sposò lo svizzero Paul Osswald (Ritratto di Margherita Toppi, 1917). Margherita si trasferirà poi con lui in Svizzera, dove diventerà lei stessa pittrice fino a superare la fama del marito.